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EDITORIALE/ Dalla neve di Istanbul alla finale di Torino

Juventus (getty images)

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Neve ad Istanbul, per la Juventus la Champions League termina qua. Non ci sono parole per descrivere la delusione e l’amarezza del popolo juventino nel vedere soccombere al cospetto dei turchi del Galatasaray la squadra di Antonio Conte. E’ vero, forse bisognava pensarci prima, e non ridursi all’ultima giornata, perche’ non sempre la fortuna ti aspetta. Fortuna e Champions due parole per che la Juve difficilmente stanno bene insieme. La Coppa dei Campioni, come e’ romanticamente bello chiamarla, e’ sempre stata un campo ostico nella storia bianconera, e il Turk Telekom Stadium ne e’ stata la dimostrazione reale. Tutto negativo, tutto diverso quando la Vecchia Signora si gioca per la coppa dalle grandi orecchie, storicamente e’ cosi.
Mea culpa di Conte, conscio del fatto che con Copenaghen e Galatasaray, nelle prime due giornata, bisognava fare sei punti, ma anche tanta rabbia, perche’ la Juve, che ha fatto del possesso palla la sua forza, non ha potuto giocare a calcio, quello vero, la partita piu’ importante della stagione.
Indecente, indecoroso, questo lo spettacolo che ci ha offerto la UEFA, tutto per accontentare diritti Tv e interessi economici di varia natura.
E’ andata cosi. Adesso Antonio Conte, fara’ il Conte condottiero nello spogliatoio, strigliera’ i suoi e li mettera’ di fronte all’evidenza di un obiettivo sfumato, ma soprattutto fara’ capire loro che bisogna ripartire subito, Sassuolo in campionato prima e Avellino in Coppa Italia dopo , in mezzo ci sara’ l’attesa di conoscere l’avversario di Europa League.
Si Europa League, competizione spesso snobbata, ma che adesso diventa uno degli obiettivi stagionali. Juventus Stadium sara’ il teatro e la protagonista di casa non puo’, non deve mancare, per provare a rimettere in bacheca un trofeo internazionale che manca da troppo tempo. Perche’ tutto forse e’ scritto, dalla neve di Istanbul alla finale di Torino, adesso sta alla Juve scrivere la storia, una storia possibilmente vincente.

Remigare Giovanni