Juventus Milan, conferenza stampa di Allegri |” Ho tre dubbi di formazione”

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Juventus Milan, Allegri in conferenza stampa: le parole del tecnico alla vigilia del match contro i rossoneri.

Allegri, Juventus (Getty)

Un match da non fallire. La Juventus si presenta all’appuntamento con il Milan consapevole di poter più incorrere in passi falsi in campionato; rinfrancati dal largo successo contro il Malmoe, Dybala e compagni affrontano il lanciatissimo Milan di Stefano Pioli, distanziato già di 8 punti. Nella conferenza stampa di vigilia, Max Allegri ha toccato tanti punti, esternando il suo punto di vista in merito a quella che potrebbe essere la sfida dello Stadium. Ecco le sue parole: “Juve Milan è una delle partite più importanti, se non la più importante del campionato. Bisogna fare una buona prestazione, perché abbiamo un solo punto in classifica. Troviamo una squadra che già da un anno e mezzo gioca molto bene. Hanno acquisito sicurezze, consapevolezze, hanno delle certezze importanti. Stiamo crescendo, negli ultimi 7-8 giorni siamo insieme. Ci fan ben sperare la partita di domani. Ho tre dubbi di formazione: uno in difesa, uno in mediana e uno in attacco. Abbiamo tante partite da qui alla sosta. 

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Su Chiesa: “Uno dei dubbi. Credo stia crescendo, e deve ancora crescere sul piano della lettura della partita, dei tempi di gioco. Deve migliorare in determinati aspetti. Abbiamo iniziato il 14 luglio, nonostante mancassero molti calciatori. Ci siamo ritrovati con i Nazionali che avevano ancora la testa all’Europeo. I risultati non sono stati direttamente proporzionali alle prestazioni; quando dirigo un allenamento più o meno è sempre così. Un’altra cosa che devo capire meglio è chi quando viene in panchina ha un rendimento, chi rende meno. Più avanti si va, e più facile per me che conosco i calciatori. Bisogna fare una buona partita tecnica, migliorando sui passaggi, fermo restando che affrontiamo una squadra tecnica, che ha disputato un’ottima partita a Liverpool. Ci vorrà molta pazienza e poca fretta. La partita è più importante per loro che per noi; alla sosta di novembre cominceremo a fare il punto della situazione.”

Sulle favorite del campionato

Questo è un campionato equilibrato dove non c’è una squadra assoluta che possa schiacciare l’avversario. Bisogna fare il percorso che dobbiamo fare, recuperando il terreno, e vedremo che risultato verrà fuori. Il calcio l’ha inventato il Diavolo: in alcune situazioni domini, poi serve un episodio e le partite cambiano. Non è che prima il Malmoe fossimo una squadra di ubriachi: serve equilibrio, bisogna avere il desiderio, l’ambizione e la voglia.” 

Sui problemi di concentrazione

Devo fare l’allenatore, ma c’è da martellare sul piano psicologico nel senso che per ottenere le cose non basta fare le cose da 6, ma da 8-9. La Juve è una squadra che deve vincere il campionato; le partite le possono vincere tutte, la Juve deve vincere il campionato. Centrocampo storto? Dipende dalle caratteristiche dei calciatori. Con 3-5-2 sei asimmetrico; le caratteristiche di Cuadrado e Chiesa non sono quelle di Rabiot. C’era prima Matuidi, poi Mandzukic. “

Su De Ligt

“De Ligt ha 22 anni, un giocatore molto bravo; quando è arrivato alla Juventus aveva 20 anni, è stato pagato non so quanto. Ci vuole calma, era un ragazzo di 20 anni e deve migliorare; Chiellini a 20 anni era come De Ligt, se non peggio, poi a 27-28 anni è diventato un giocatore serio. Nessuno nasce imparato, poi c’è l’eccezione, ma ce n’è una; De Ligt è un giocatore molto giovane, bravo, e per caratteristiche rimarrà molti anni alla Juventus.”

Su Chiellini

Non ho nessun dubbio su Daniele Rugani, che ha un piglio diverso, ed è un calciatore sul quale facciamo affidamento. A meno che domani non giochi con i 3 dietro. Bonucci dovrà sta fuori perché ogni tanto mi fa arrabbiare, quando forza delle giocate, ma è un calciatore super affidabile, ha più di 500 partite con la Juventus, e per un allenatore avere un calciatore così è importante.

Sulla personalità: “Ho trovato una Juventus con calciatori diversi; la cosa che dobbiamo fare è quella di non paragonare la Juve di ora con quella che era. Questa ha una sua identità, bisogna migliorare tantissime cose sul piano della compattezza, della tecnica, e della tranquillità.”